Come costruire un brand

blog casi studio Nov 24, 2018

Di ritorno dal primo Evento Nazionale di SpecchioDinamica, la community per investitori immobiliari N.1 in Italia, ideata da Giuseppe Gatti e per la quale curo, da ormai tre anni, il marketing e la comunicazione, mi risuonano in mente alcuni dei punti chiavi del mio speech, tenuto di fronte ad una platea di 250 investitori immobiliari provenienti da tutta Italia.

Quello che abbiamo costruito, o, per meglio dire, quello che giorno dopo giorno si evolve, cresce, migliora, è un brand basato su un obiettivo comune e su una condivisione di valori tra il founder, Giuseppe Gatti, tutto lo staff, e tutte le persone che hanno scelto di seguirci e continuano a farlo.

In un’epoca in cui la parola “valori” viene equiparato a “chiacchiere”, o, se preferite, “fuffa”, siamo riusciti a creare un brand che restituisce gratificazioni morali ed economiche ma che, allo stesso tempo, ha escluso categoricamente, senza se e senza ma, tutti gli opportunity seekers, gli speculatori di professione, coloro che sono in cerca di soldi facili e rendite automatiche con impegno zero.

In questo evento ho visto un senso di appartenenza alla community senza pari, una collaborazione tra persone che, pur operando nello stesso mercato, non si vedono come competitor, ma come partner, e che mettono le proprie particolari competenze al servizio degli altri.

Avvocati, notai, commercialisti, investitori, costruttori, home stagers, architetti, che lavorano insieme.

In un settore come quello degli investimenti immobiliari, che nell’immaginario collettivo è popolato da squali e da speculatori senza scrupoli, vedo persone che si aiutano, collaborano, fondano società, e non si pestano i piedi a vicenda.

Allo stesso modo vedo che questa atmosfera, se mi passate il termine poco consono a discorsi di questo tipo, traspare anche all’esterno, attirando sempre più persone affini a questa mentalità, e, allo stesso tempo, respingendo con forza chi si rapporta diversamente al mondo del lavoro e alle relazioni interpersonali.

Tutto questo è frutto di una comunicazione chiara, coerente, che sin dal giorno uno ha preso una direzione chiara: escludere una parte del mercato, rinunciando a dei soldi facili nell’immediato, ma rendendo SpecchioDinamica, nel giro di pochi mesi, la Community N.1 in Italia per gli investimenti immobiliari e tra le primissime per senso di appartenenza, coesione e, concedetemelo, fatturato diretto e indiretto generato.

400 investitori che muovono ad oggi più di un milione e mezzo di euro al mese, per capirci.

Questo senza considerare tutto quello che deriva dalle collaborazioni tra le parti e partnership con aziende, banche, fondi e quant’altro, che sospetto generino movimentazioni ben più significative.

Come abbiamo creato tutto questo?

Con una comunicazione coerente, costante, autorevole.

Con una attenzione maniacale ai dettagli.

Ascoltando il nostro pubblico – o mercato se preferite – e chiedendoci, giorno dopo giorno: “cosa possiamo fare per loro? Cosa ci chiedono? Dove possiamo migliorare?”

Penserete: qui si parla solo di valori. Ma i soldi dove sono?

I soldi sono una conseguenza.

Beninteso, non vi sto dicendo che guadagnerete parlando di e trasmettendo valori.

Per avere delle entrate bisogna individuare un mercato, capirne le problematiche, creare un prodotto che risolva quelle problematiche, e metterlo sul mercato.

Cosa che è stata fatta dal giorno 1.

Non abbiamo “comunicato” rimanendo in paziente attesa che il mercato si accorgesse di noi.

Abbiamo scelto una linea comunicativa, l’abbiamo portata avanti, e, contemporaneamente, Giuseppe Gatti ha ideato un prodotto e l’ha proposto al mercato.

Ogni giorno questo mercato ci chiede nuove cose, ci pone nuove domande, ci mette davanti a nuovi problemi.

E SpecchioDinamica, di conseguenza, si evolve.

Si evolve il prodotto, se ne creano di nuovi, il marketing fa il suo lavoro, e il giorno dopo si riparte come da zero.

Non vi mentirò.

Avremmo potuto avere 250 persone in sala, ieri, con molto meno impegno.

Avremmo potuto avere 400 investitori all’interno della nostra community (per non parlare delle migliaia di candidature non accettate) vendendo sogni di facili guadagni. 

E ci sarebbero bastati pochi mesi, non tre anni.

Avremmo potuto spingere la vendita del video corso all’infinito, invece di crearlo e metterlo a disposizione, gratuitamente, ai membri della community.

Avremmo così creato un bel business di vendita di informazioni, ma non un brand.

Un brand non si costruisce solo vendendo e producendo fatturato.

Per creare un brand bisogna creare innanzitutto un movimento.

Bisogna decidere chi si vuole con se, e sopratutto chi non si vuole e, di conseguenza, rinunciare ad una fetta di mercato.

Ma se si ha il coraggio e la competenza per farlo (cosa che do per scontata in questo articolo), il risultato che si otterrà è semplice: si diventerà IL punto di riferimento nella propria categoria.

Grazie a Giuseppe Gatti, a tutti coloro che lavorano quotidianamente a questo progetto, e a tutti gli appartenenti alla community SpecchioDinamica.

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